domenica 20 febbraio 2011

Leggere le conversazioni: il blog e il viral marketing

Il blog è un sito dove si tiene traccia dei propri pensieri in modo autonomo e pubblico, in cui si può interagire con altri blogger attraverso i post. Permette a chiunque di pubblicare storie, notizie, informazioni ed opinioni in modo del tutto libero. Solitamente, la sua struttura si appoggia a dei siti che hanno un programma di pubblicazione guidato da poter personalizzare. Tutte le pubblicazioni, i post, sono etichettate con data ed ora di pubblicazione e sono presentate secondo un ordine cronologico inverso. L'archivio delle pubblicazioni è sempre a disposizione e chiunque può lasciare dei commenti.

Se si scrive per essere letti, ci si allontana dalla sfera personale, ponendoci nei panni di chi ci leggerà. I motivi per cui aprire un blog possono essere i più disparati, ma poi ci si accorge che diventa un vero e proprio laboratorio di scrittura, anche se il suo carattere informale ci permette di personalizzarlo. Proprio per la libertà di personalizzazione dello strumento, non ci sono delle regole rigide per la redazione dei post. Per rendere più efficace la comunicazione tramite i post, ci sono dei consigli da seguire, come spiega Luisa Carrada nel suo libro Il Mestiere di Scrivere.

Studiando chi legge le pagine web, sappiamo che l'occhio umano si posa subito in alto a sinistra, per poi scendere lungo la pagina e tornare su, a destra del desktop. L'80% dei navigatori effettua questo movimento attraverso lo scanning della pagina, cioè leggendo le parti principali del testo: per questo, bisogna disseminare nella pagina dei cenni che ne chiariscano il contenuto.

Quando scriviamo un post, bisognerebbe dedicare la nostra riflessione ad argomenti d'attualità o di particolare interesse, ma sempre con un occhio al mondo che ci circonda: sarebbe meglio effettuare degli interventi non troppo lunghi, possibilmente suddivisi in paragrafi, così da rendere più snello il messaggio e meno faticosa la lettura sullo schermo. I titoli devono essere chiari ed accattivanti e non bisogna sottovalutare l'apparato iconografico. Fondamentale è la cura dell'ipertesto: costruendo al suo interno l'immagine del proprio lettore, si potrà realizzare un intervento organizzato con dettagli, informazioni, link.
Luisa Carrada, Il Mestiere di Scrivere, Apogeo.

Dal punto di vista del contenuto, è importante che il nostro blog abbia uno stile molto personale, creando l'illusione che lo scrittore stia parlando al lettore, ma senza trascurare l'editing di ciò che viene scritto: gli stream of consciousness rendono difficile la comprensione dei concetti da parte del lettore. Nella compilazione dei post una regola importante è la "Piramide Rovesciata" di Neilsen: titolo enucniativo e cominciare l'enunciato dalla conclusione, per poi aggiungere via via nuovi dettagli. Questo perchè la lettura sullo schermo rallenta del 25%, pertanto è importante fare in modo che il fruitore delle nostre informazioni non si annoi.

Le argomentazioni devo essere credibili, redatte in uno stile semplice, asciutto e possiblimente originale. Il blog narrativo ha grande successo in internet: piccoli episodi di vita quotidiana avvicinano i lettori, soprattutto se si impiega la seconda persona, tu. Se si ha delle particolari esperienze in un campo, sarà interessante scrivere dei cosnigli al riguardo: l'utilità è motivo di affezione da parte dei lettori.

Non trascurare la Home Page, il nostro biglietto da visita: una pagina topicizzata, ma non sovraccarica di notizie ed input, con il nostro nome, la nostra mail e la data dell'ultimo aggiornamento, renderanno accogliente un ambiente nuovo e stimolante per potenziali lettori provenienti da tutto il mondo.

Ho realizzato un blog dedicato al cinema della Spagna, redatto in lingua spagnola: http://www.impresionespanolas.blogspot.com/ La struttura è fortemente verticalizzata e questo comporta molto scrolling da parte del lettore: fortunatamente a destra c'è lo storico con i vari post, disposti in ordine cronologico, ma sarebbe stato meglio disporlo a sinistra, in alto, così da dare un punto di riferimento sulla ramificazione del blog. Ogni post è molto lungo, soprattutto perchè la scrittura è intervallata da molte foto delle scene dei film, probabilmente troppo grandi per il formato della pubblicazione. Buona la divisione in paragrafi, ma purtroppo non sono segnalate le parole chiave, sulla quale si potrebbe soffermare l'occhio del lettore per avere un quadro approssimativo dell'articolo. Nulla la presenza di link e poca interazione con altri bloggers. Il linguaggio è snello, dinamico, asciutto e semplice: viene introdotta la trama del film in poche parole, e poi vengono approfondite le singole tematiche.

Tra le varie tipologie di blog, ritroviamo Youtube, in cui ciascun utente può realizzare la propria pagina, con video originali o copiati da altre emittenti, aperti al commento degli utenti e dei visitatori. Tra le varie tipologie di pagine, mi ha incuriosito un fenomeno che sta dilagando proprio tra i profili di questo famoso portale: i tutorial. Chiunque sappia fare qualcosa lo spiega attraverso un video, con una cadenza temporale che si ripete fino a quando si ha qualcosa da dire: il tutto condito dai commenti degli utenti, che, nei casi più seguiti, si lanciano anche in richieste al blogger. Mi sono avvicinata ai tutorial sul trucco e mi ha incuriosito la quantità di filmati realizzati e lo scambio di post tra gli utenti.

In alcuni casi, ho riscontrato la presenza di un fenomeno chiamato viral marketing: è uno strumento di comunicazione molto efficace e poco conosciuto, "un insieme di attività di comunicazione strategicamente condivise e unitariamente coordinate, al fine di generare tra gli utenti il maggior numero di conversazioni positive attorno al brand", come ci spiega Gianluca Arnesano, autore del testo Viral Marketing. Una comunicazione del messaggio più veloce, più efficace e più economica, in cui non ritroviamo il rapporto tra l'azienda ed il cliente, ma tra utilizzatori dello stesso prodotto, tra users e consumers,che inviano messaggi contagiosi, secondo la logica del peer-to-peer. Quindi bisogna creare un buon grado di buzz, cioè di brusio, di passaparola o word of mouth, tale da far continuare la campagna, anche dopo che la fase di distribuzione del messaggio è terminata. Pertanto, in alcuni di questi tutorial, avviene una comunicazione orale tra utilizzatore e consumatore/ascoltatore, in un contesto altro rispetto a quello della tradizionale pubblicità: chi parla non è motivato dal un fine commerciale, ma è ambasciatore di un messaggio che può influenzare coloro che lo ascoltano.

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