Tra i diversi modi di intendere l'articolo giornalistico on-line c'è il Twitter Giornalismo, secondo alcuni una grande fonte di suggerimenti giornalistici. Secondo il professor Davide Bennato, la piattaforma tecnologica fornisce una quantità di notizie aggiornate in tempo reale, dalla quale anche le redazioni potrebbero rifornirsi: sono informatori che vivono un evento in prima persona e,attraverso un telefonino, diffondono nella rete, immagini e interviste in tempo reale, un pò come succede in questi giorni nella politica internazionale.
Riporto qui di seguito il link di Marshal Fitzpatrick sull'utilizzo di Twitter: http://www.marshallk.com/
Il giornalismo partecipativo o citizen journalism è una nuova forma di informazione "alternativa", per un accesso più democratico possibile alle notizie del mondo: è alternativa dal punto di vista dei media usati e del contenuto riportato. Grazie all'interattività dei nuovi media, i lettori stessi partecipano attivamente a questa forma di giornalismo. Tom Curley, il direttore dell’Associated Press, ha detto "L’informazione come lezione sta lasciando spazio all’informazione come conversazione". Il primo canale di partecipazione in Italia è stato il sito Fai Notizia di Radio Radicale http://www.fainotizia.it/ ispirato a Newsvine.com, un aggregatore di contenuti prodotti da cosiddetti "reporter diffusi", sparsi per il pianeta.
Vi sono siti che hanno un accordo sottoscritto dai propri utenti, che garantisce loro l'anonimato, la tutela della privacy, l'integrità e la fruibilità dei contenuti enunciati; mentre altri siti di informazione indipendente sono faicilmente riconducibili ad utenti o leader che ne fanno una vera e propria opposizione (basti pensare al blog politicizzato di Beppe Grillo). Ci sono sezioni in cui i lettori possono interagire con il sito lasciando articoli, commenti, video, interviste: sono i cittadini stessi, coloro che vivono in prima persona ciò di cui parlano, a lasciare commenti ed a elaborare enunciati riguardanti il quotidiano. Il lettore si trasforma da consumatore a protagonista del processo informativo.
Uno dei problemi che posso sorgere dalla redazione di questo tipo di notizie è l' attendibilità della fonte stessa, mentre un punto di forza è un'informazione pluridirezionale, che non si lascia veicolare dalle logiche di mercato, ma parla di quello che crede più giusto. Chi legge questi interventi potrà dedurre la propria idea sull'argomento attraverso la summa degli interventi presenti nel sito, integrati con il canonico flusso di notizie "istituzionali". In questa forma di elaborazione di notizie, il tempo di produzione, di pubblicazione e di fruizione posso sovrapporsi e così anche i ruoli degli attori che li realizzano.
Ci sono diversi siti che si potrebbero consultare in merito:
1. http://www.citizenjournalismafrica.org
2.http://www.informationguerrilla.org/
3.http://www.italy.indymedia.org/
4.http://www.disinformazione.it/
5.http://www.openjournalist.com
6.http://www.nowpublic.com
Sono siti che spesso non hanno una struttura chiara e intuitiva e sono piuttosto variegati: possono archiviare notizie di carattere locale o di respiro mondiale, anche in diverse lingue.
Personalmente ho scelto di analizzare un sito chiamato C6
http://www.c6.tv, una televisione che racconta Roma attraverso chi vive la cttà: riprende la vita nella capitale e dei suoi abitanti e la pubblica sul sito. "La sua missione è quella di proporre in diretta quanto di bello e di brutto, di utile e di divertente accade nella vita delle persone che vivono la città.". Sostanzialmente è una televisione realizzata da freelance che danno spazio al cittadino ed alle sue richieste, si sollevano denunce e proposte, tutto in un confronto dialettico mediato dai video- inviati.
Il sito è piuttosto caotico: quando si apre la pagina, la trasmissione viene caricata in automatico, per poi essere aggrediti dalla moltitudine di notizie verticalizzate nella Home Page, senza una tematizzazione ed una topicalizzazione adeguati, se non un ordine cronologico con la quale si susseguono le notize nella colonna di sinistra, dalla più recente alla più lontana. Apprezzabile l'intuizione di puntare sulle video interviste nella zona in alto a sinistra, dove va per primo l'occhio dell'utente.Ma apporterei delle modifiche al caos di notizie della zona sottostante, razionalizzandolo. Buona l'idea di porre la barra di ricerca e i contatti in alto, accanto al logo della tv.
Volevo menzionare anche il progetto di Giovanni Minoli, Citizen Report, il primo programma di giornalismo partecipativo del servizio pubblicohttp://www.citizenreport.rai.it: racconta storie che i media tradizionali ignorano, attraverso un punto di vista inedito: quello della gente comune.
Riguardo questa nuova forma di giornalismo, ho trovato pareri discordanti: Carlo Sorrentino, docente di Teoria e Tecnica delle Comunicazioni di Massa all’ Università di Firenze, in una riflessione su ‘L’ equivoco del citizen journalism’ (presentata ad un Workshop sul tema “Pratiche culturali e reti di consumo. Luoghi plurali e nuove forme di partecipazione ” organizzato a Milano dalla Associazione italiana di Sociologia) esprime le sue perplessità sui mutamenti di produzione dei materiali giornalistici e uno slittamento del concetto di obiettività, che passa dalla pura riproduzione della realtà a una riscostruzione articolata di eventi: "l’ immediatezza e la continuità con cui le nuove tecnologie assicurano la connessione con la dimensione pubblica stanno provocando molte e significative conseguenze sulle modalità di produzione e di consumo delle informazioni giornalistiche e sulle modalità con cui il mondo viene raccontato... piuttosto che sottolineare la potenziale vena giornalistica di ciascuno di noi, l’attenzione andrebbe spostata sulle diverse forme di fruizione che stanno modellando variegati (e ancora poco chiari) tipi di consumo partecipativo”. (http://www.lsdi.it/2010/10/02/l%E2%80%99equivoco-del-citizen-journalism-e-il-consumo-partecipativo/)


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