Analizzerò la differenza strutturale e semiotica tra una testata cartacea ed on-line. In seguito, mi soffermerò sulla composizione dello stesso giornale on line, ma realizzato per cellulari umts. Prenderò, infine, in considerazione due tipi di quotidiani: uno tradizionale ed uno che viene distribuito gratuitamente nella metro, per soffermarmi sulla tipologia di enunciati presenti nella testata.
Ho preso in esame La Repubblica, , noto quotidiano, che sta assumendo sempre più le fattezze di un tabloid, per colpire il lettore. Viviamo in un epoca in cui le notizie non si leggono più solo attraverso la carta stampata, anzi, grazie ad internet, ormai possiamo avere aggiornamenti in tempo reale, persino sul nostro telefonino. Pertanto, la carta stampata ha dovuto adeguarsi a questo fiume impetuoso di notizie scandite dalle ore della giornata, cambiando la struttura ed il contenuto delle pagine dei quotidiani, inserendo approfondimenti dove una volta c'erano notizie, un apparato icnografico più consistente e un'impaginazione più dinamica ed accattivante. Indubbiamente, tutto dipende dalla linea editoriale del quotidiano, ma, dai più tradizionali ai più innovativi, tutti risentono del cambiamento nella trasmissione delle notizie.
Valutando attentamente La Repubblica cartacea, possiamo individuare delle profonde differenze sia a livello plastico che figurativo, rispetto al suo alter ego on-line: analizzando lo stimolo visivo della prima pagina cartacea, notiamo come i giornali specializzati nel dibattito politico, come La Repubblica, compiono una seria tematizzazione della pagina, rapida ed agile. Il ritmo è spezzato, a favore di una fruizione più rapida delle notizie: dobbiamo sottolineare la presenza della notizia principale al centro della pagina, titolata con caratteri molto grandi, affiancata da una serie di notizie i cui abstract piuttosto consistenti ci anticipano l'articolo all'interno del giornale. Nella versione on -line, invece, rileviamo una chiara divisione in topics, una notizia principale che occupa tutta la prima parte del desktop (per la maggior parte titolo ed immagini), seguita da altre notizie, a scorrere fino in basso: tutte sono arricchite da vari e tanti stimoli visivi, come foto, link, barre scorrevoli, effetti cromatici molto forti.
I titoli sono concepiti in maniere diversa, non solo perchè nella versione on-line le notizie si modificano molto velocemente durante la giornata, ma anche perchè hanno una diversa funzione argomentativa: nella versione caratcea, i titoli non rispecchiano necessariamente l'agenda setting del giorno, ma possono anche essere posti in maniera strategica rispetto alla tematizzazione delle notize. Nella versione on -line, invece, ritroviamo una prevalenza di titoli narrativi, che riassumono l'articolo in poche parole, dando la possibilità al lettore, durante lo scannning della pagina, di avere ben chiaro il quadro completo della situazione in quel preciso momento. Inoltre, è più facile ricostruire lo "storico" di una notizia su internet, perchè ci sono tanti collegamenti alle notizie precedenti, nonchè ulteriori approfondimenti.
Dal punto di vista dell'impaginazione, una testata cartacea segue la gabbia di teso decisa dalla redazione: ne La Repubblica non si segue una linea tradizionale, ma il modello a stella o quello a schermo: queste strutture creano movimento e logiche di spettacolarizzazione delle notizie. Ne La Repubblica on- line, questo tipo di spettacolarizzazione lascia il posto alla forte tematizzazione gerarchica delle notizie, ad un apparato iconografico e cromatico di sicuro impatto. Il contenuto delle notizie princicpali, sostanzialmente, si mantiene invariato nelle due versioni, solo che in quella cartacea non è possibile ricostruire il percorso della notizia, mentre nella versione on-line si possono avere aggiornamenti più precisi.
Ho voluto analizzare anche una forma di testata on-line che è nata negli ultimi anni, con l'avvento della tecnologia umts: la versione "mobile" del quotidiano. L'impaginazione della home page è decisamente ridotta, non nella mole delle notizie elencate, quanto nella loro presentazione: troviamo la banda principale con il nome della testata e subito sotto, al posto della canonica griglia dei principali topic, presente nella pagina web, troviamo una banda di notizie che scorre in tempo reale e la data e l'ora del suo aggiornamento. Subito sotto ritroviamo una pagina fortemente orizzonatlizzata, con una griglia delle notizie,a pratire dalla più importante, divise in fasce, ciascuna con la propria foto, il titolo fortemente enunciativo ed un abstract che non riesce a farsi notare.
Diverso è il discorso per i giornali gratuiti che ritroviamo sotto la metropolitana: fortemente verticalizzato, il sito di Metro News, , è fortemente iconicizzato, ricco di fotografie in successione, didascalie anche ad intermittenza ed una serie di notizie a scorrimento subito sotto la barra di presentazione. La verticalizzazione è data dalle notizie che si susseguono nella colonna centrale delle ultime notizie, aggiornate ogni minuto, come se fosse un'agenzia, di cui molto spesso si riportano esattamente gli enunciati. La versione cartacea è molto differente, proprio per la sua mancanza di dinamicità data dal mezzo di espressione: sceglie delle notizie principali e le realizza in piccoli articoli, a misura di fermata della metro, come dei piccoli interventi da fagocitare durante la corsa per raggiungere il posto di lavoro o la scuola. Oltre alla cronaca, ci sono anche notizie più leggere, curiosità, cultura e tempo libero: aggiornatissima la programmazione serale in città. Era interessante sottolineare questa evoluzione della notizia, minimalista, dalla sintassi semplice e piana, dai periodi brevi, adattata ad un lettore che "morde e fugge", in un contesto mattutino e frenetico come quello della metro.
Mi sembra molto interessante aggiungere una piccola variazione alle abitudini redazionali dei quotidiani, enunciata da Luisa Carrada nel suo blog, Il mestiere di Scrivere,
http://mestierediscrivere.splinder.com/post/24170421/ieri-oggi-e-domani
riguardante l'apposizione di riferimenti temporali nelle pagine dei quotidiani: molto spesso, leggendo un articolo di un quotidiano cartaceo, si possono avere dei riferimenti temporali piuttosto generici come "ieri" o "domani", dando per scontato che il quotidiano, per sua prorpia natura, esaurisce la sua efficacia nell'arco della giornata. Questo tipo di discorso non può essere applicato alla versione on-line degli stessi quotidiani: nel World Wide Web il concetto di tempo si espande in un limbo infinito, pertanto anche se le notizie sono sempre datate, è piuttosto sconveniente ricorrere a riferimenti temporali tanto generici.




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