martedì 22 febbraio 2011

L'edizione digitale

Domenico Fiormonte, Scrittura e Filologia Nell'Era Digitale.
L'ispirazione e la fonte principale per il blog.
Quando pensiamo all'edizione digitale, abbiamo in mente un processo di conservazione di oggetti fisici e di traduzione in oggetti multimediali. In realtà, dietro al concetto di edizione digitale è sottesa la capacità di riprodurre gli oggetti, attraverso una loro sensibile rielaborazione, per permetterne l'utilizzo da parte di programmi o esseri umani. L'interesse primario nella digitalizzazione di un corpus di opere è la sua operatività, distinguendo ed analizzando sia i suoi aspetti fisici che quelli concettuali.

Secondo Olson, la scrittura non è una mera trascrizione del parlato, ma una base concettuale:"la scrittura è metalinguistica" . Allo stesso modo, quando si codifica un testo in digitale, lo si traduce e rappresenta utilizzando un altro tipo di linguaggio: quindi, una nuova concettualizzazione della fonte. Il linguaggio, però, si evolve: si è stimato che la codifica andrebbe rinnovata ogni 10.000 anni circa. Quindi alla base della codifica ritroviamo un interessante lavoro editoriale, una riflessione sulle differenti realizzazioni dell'opera oggetto di rappresentazione, per scegliere una sua rappresentazione in digitale. Dunque l'operazione di codifica si traduce in un atto interpretativo.

Esistono diversi linguaggi di markup per codificare di un testo, che dichiarano l'appartenenza di un segmento di testo ad un certo tipo di struttura (ad esempio corpo, titolo,ecc.): sono l'identità di un documento. I markup language sono formati da una serie di istruzioni, ciascuna delle quali ha una particolare funzione: rappresentano l'informazione strutturale mediante tag di marcatura, collocati nel testo secondo le regole di combinazione proprie del linguaggio. I tag, o etichette, individuano i blocchi testuali attraverso una vera e propria sintassi.

XML, Extensible Markup Language, nasce alla fine degli anni Novanta come evoluzione del linguaggio di marcatura SGML: è uno dei sistemi più versatili per l'archiviazione di documenti digitali. Prima della codifica di un documento, dobbiamo studiarne la natura, per poi scegliere cosa codificare: quindi è necessario creare un modello della fonte, che in XML si chiama Document Type Definition, DTD.

DTD definisce quali tag vengono utilizzati nella marcatura di una specifica classe di documenti e come devono combinarsi fra di loro. I suoi markup declaration definiscono: element, o gli elementi strutturali del documento; content model, o il contenuto di ogni elemento; gli attributi associati ad ogni elemento. Dunque, è possibile generare un file.dtd, inserendo:
un elemento radice;
gli elementi figli;
gli attibuti;
gli indicatori di occorrenza o connettori: ? zero o una occorrenza; + una o più occorrenze; * zero, una o più occorrenze; la virgola (,) che indica gli elementi in sequenza; | che indica l'alternanza degli elementi.

LA SINTASSI XML:

I nomi di elementi, attributi e entità sono case sensitive, quindi sensibili alla differenza tra maiuscolo e minuscolo. Il mark-up è separato dal contenuto testuale mediante caratteri speciali: > < &, o entità. Ogni elemento ha un delimitatore iniziale e finale per lo start tag e per l' end tag. I tag devono sempre essere chiusi, quindi devono essere bilanciati. Inoltre, i tag non possono iniziare con numeri o caratteri speciali e non possono contenere spazi.

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